Ringiovanire le cellule: nuova scoperta 2017

By | gennaio 28, 2017

Alla ricerca della macchina del tempo per ringiovanire le cellule

L’elisir dell’eterna giovinezza sembra non essere più solo una leggenda, come dimostra l’ultima scoperta su come ringiovanire le cellule. Infatti, l’invecchiamento delle cellule umane potrebbe essere fermato, o perlomeno rallentato. La vecchiaia fa paura alla maggior parte delle persone. La rigenerazione dei tessuti diventa più lenta, l’elasticità diminuisce e l’epidermide si assottiglia. La possibilità di fermare tutto questo, sbloccando e facendo regredire l’invecchiamento delle cellule, sembra essere un traguardo quasi raggiunto. Un gruppo di ricercatori dell’istituto californiano Salk, dopo anni di esperimenti, è arrivato ad una stupefacente scoperta. Scopriamola insieme.

L’ultima scoperta sul ringiovanimento cellulare

Juan Carlos Izpisua Belmonte è uno scienziato del Salk Institute di La Jolla (California). Alla guida di un gruppo di ricercatori, ha condotto un esperimento di terapia genica “riprogrammando” l’orologio genetico interno delle cellule dei topi. In sei settimane, gli animali sono ringiovaniti visibilmente ed è migliorata la salute cardiovascolare, la solidità della colonna vertebrale e l’aspettativa di vita. Secondo questa ricerca, il timer genetico che regola l’invecchiamento potrebbe essere fermato. La tecnica usata è stata quella di riportare le cellule adulte alla condizione di quelle staminali pluripotenti. Sono simili a quelle presenti negli embrioni e hanno la capacità di trasformarsi in qualunque altro tipo di cellula del corpo umano.

Per far ringiovanire i topolini, il timer genetico è stato portato indietro senza far perdere la loro specializzazione. In che modo? Attivando e disattivando a intermittenza i quattro geni, già usati in passato, per trasformare le cellule della pelle in pluripotenti indotte. Gli animali sono stati ingegnerizzati, in modo che questi geni si attivassero ogni volta che erano esposti a un particolare antibiotico disciolto nell’acqua. Gli esemplari utilizzati nell’esperimento sono stati scelti in quanto affetti da progeria, una condizione che causa l’invecchiamento precoce dell’organismo.

Gli animali anziani sono stati oltre ad ringiovanire le cellule sono ringiovaniti nella pelle e nel tono muscolare. La loro vita è stata allungata del 30%. Dato importante è che non hanno mostrato un aumento del rischio di cancro. Modulare l’invecchiamento sembra essere dunque possibile, come dimostra questa ricerca sui topolini. E per gli esseri umani?

Avverrà la replica dell’esperimento sugli esseri umani?

Il procedimento utilizzato dal gruppo di ricercatori è stato replicato per ringiovanire cellule umane in provetta. Sembra che abbia funzionato, ma l’esperimento è ancora in fase embrionale. La ricerca biologica, sebbene abbia raggiunto un traguardo importante, ha ancora tanta strada da fare.  E’, comunque, un trattamento che potrebbe portare notevoli miglioramenti nella qualità della vita di tante persone.

Le cellule staminali pluripotenti, che sono state fornite dagli studi dell’istituto Salk, hanno scopi importanti nella cura di diverse malattie. Cecità, cancro, problemi cardiovascolari. Queste e altre applicazioni in ambito clinico hanno, però, tempi di lavoro molti lunghi data la complessità della manipolazione genetica. Per ora, innovazioni decisive sono arrivate per la cura di malattie ereditarie come la sindrome da invecchiamento precoce o il Parkinson.