Referendum Jobs Act 2017: data voto e testo rumors, come funziona, motivi sì e no

By | dicembre 16, 2016

Punto cruciale del Governo Gentiloni è il referendum Jobs Act 2017, richiesto a gran voce sia dai sindacati che dalle forze politiche parlamentari, a cui non è andata mai a genio la riforma voluta dal Premier Renzi che però è stata votata dai parlamentari sia della Camera che del Senato. Le parole del Ministro Poletti, che parla di referendum dopo le elezioni, e quindi con un nuovo Governo in carica frutto finalmente di elezioni popolari, non è stata molto gradita né dai lavoratori, né dai sindacati, che promettono battaglia a Gentiloni affinché si occupasse tra le urgenze anche del Jobs Act.

Visto il vespaio innescato diversi ministri del nuovo Governo (molti dei quali coincidono con quello del Governo precedente) hanno sconfessato il ‘povero’ Poletti, in quanto dalle sue parole si sarebbe potuto equivocare sulla durata di pochi mesi del Governo, che invece vorrebbe arrivare a fine legislatura, o almeno fino a quando avrà la fiducia delle due Camere.

Jobs Act: la CGiL ha raccolto 3 milioni di firme

Sono ben 3 milioni le firme raccolte dalla CGiL per l’abrogazione del Jobs Act, e quindi la reintroduzione del licenziamento arbitrario, senza giusta causa. Si tratta di una cifra record in quanto per proporre un referendum di questo tipo ne occorrono solo 500 mila, ma a quanto pare il sindacato ha voluto fare le cose in grande e far sentire ad alta voce quanti sono gli italiani che non hanno mai digerito una misura lasciata passare come essenziale per superare la crisi economica ma poi rivelatasi di nessuna utilità.

Sul piede di guerra anche Landini, da sempre avversario della riforma renziana che effettivamente, con i dati alla mano, non ha né creato tutti i posti di lavoro che aveva promesso, né tanto meno risollevato dalla crisi il Paese, che anzi languisce ancora più rovinosamente sotto i colpi di un tasso di disoccupazione che continua a crescere o sulla consapevolezza che la maggior parte degli stipendi fissi sono quelli statali, includendo in questi anche i pensionati.

Referendum: è attesa la decisione della Consulta a Gennaio

Per l’11 gennaio i sindacati, con Landini in testa, attendono la decisione della Consulta, che se sarà positiva avvierà il processo di referendum abrogativo, a cui il Governo Gentiloni non può sottrarsi e che dovrà quindi gestire in breve tempo, senza nascondersi dietro il mandato che vorrebbe il nuovo Governo solo fautore della legge elettorale. D’altronde lo stesso Premier ha dichiarato che il Governo durerà fino a quando avrà la fiducia, e per questa ragione dovrà prendere atto sia degli onori ma anche e soprattutto degli oneri.

Author: Christian Vannozzi

Giornalista Pubblicista, già redattore per tuttogratis.com e per Leonardo Adv per temi riguardanti l'economia e il turismo. Redattore freelance per la testata giornalistica SuperNews.