Appello Post Referendum di As.Tro: “Ricordarsi degli operatori del gioco”

By | dicembre 15, 2016

Dopo il “no referendario”, indubbiamente, vi sarà in tutti i settori un vero e proprio “scossone” in vista delle decisioni che si prenderanno per il nuovo Governo. In attesa dei vari adempimenti che dovranno essere intrapresi, tutti i settori, nessuno escluso e quindi compreso anche quello del gioco pubblico e dei casino online, però, si troveranno di fronte ai consueti adempimenti tra i quali gli stipendi di fine mese per i dipendenti e le rate dei prestiti assunti per fare fronte ai “mille orpelli” che le normative del settore hanno inventato di recente. E naturalmente, tutti si domandano cosa succederà al gioco lecito dopo la caduta del Governo Renzi.

Sarà uno “scossone” notevole proprio per il settore ludico che quasi quasi era convinto che la Conferenza Unificata era sul punto di “varare” questa benedetta riforma del gioco che avrebbe dato, naturalmente, fiato a tutti gli operatori facendo vedere qualche spiraglio futuro per una nuova distribuzione del prodotto gioco, sempre seguito da un migliaio di adempimenti ai quali il settore avrebbe dovuto fare fronte, indebitandosi ulteriormente. Ma non sarà così: l’eclatante vittoria del “No” rimette tutto in discussione. La riforma in essere sarà stoppata perché il nuovo Governo dovrà far fronte ad impegni, senza ombra di dubbio, più gravosi ed importanti per l’intero Paese, piuttosto che pensare al mondo del gioco pubblico.

Triste situazione, in ogni caso, visto che la riforma sembrava quasi essere in direzione d’arrivo, seppur circondata da tante perplessità! As.Tro, associazione che tutela gli operatori del gioco lecito, dopo il post referendum mette sul piatto “il calendario dei game over”, evidenziando che per “game over” si intende proprio la rimozione delle apparecchiature da intrattenimento, ma naturalmente solo quelle lecite, dalle Regioni che si sono preoccupate di mettere in campo ordinanze restrittive tramite i vari distanziometri.

Infatti, lo stato delle cose per quello che riguarda i casino online consigliati e la sparizione del comparto delle “famigerate macchinette” è questo: in Liguria, marzo 2017, dopo qualche mese toccherà al Piemonte ed a seguire, nel 2018, Abruzzo, Puglia, Toscana mentre il Friuli Venezia Giulia, Lombardia ed Emilia Romagna manterranno sino al 2022 quella parte di locali che riusciranno a non trasferire l’azienda, cioè a matenere lo stesso rapporto contrattuale con il concessionario. Ma nello stesso tempo, città come Napoli, Firenze e tra poco anche la Capitale, continuano nel loro percorso di estromissione del gioco legale, imponendo, con le loro ordinanze, orari di esercizio che non coprono naturalmente i costi delle attività autorizzate.

Tutto questo “calendario” sarà contornato da fallimenti di aziende o aziendine, da licenziamenti di risorse e ci si troverà con un settore assolutamente abbandonato da quasi tutta la politica, di qualsiasi colore si tratti: quindi, il settore ludico che non ha alcun referente politico, né interlocutore preferito e che si troverà a fronteggiare stipendi che non potrà assolutamente più pagare, location che dovrà abbandonare, centinaia di milioni di euro di affidamenti bancari che volgono ad un inevitabile deterioramento. Ma, sopratutto, settore quello del gioco che si troverà davanti ad una concorrenza spietata del gioco illecito che è, senza dubbio, già pronto a prendere il posto del gioco lecito ed a far ritornare il Paese, con un balzo indietro, ad una quindicina d’anni fa. Questa è la situazione del post referendum.