Le riforme per i casinò: dopo il no a Renzi, ritornano nel cassetto

By | dicembre 14, 2016

L’esito del referendum costituzionale non bloccherà solo la riforma del gioco in corso in Conferenza Unificata, ma vanificherà anche qualsiasi iniziativa poteva essere presa in considerazione per una sorta di ristrutturazione anche del comparto dei casinò. Con fatica, si era ventilato qualcosa anche in questo segmento del gioco e di tutti i casino online aams ed era rientrato nella trattativa in Conferenza Unificata… ma ora sarà tutto vanificato. Certamente, la bruciante sconfitta del Premier Renzi porterà un panorama difficile da affrontare per l’Italia, ivi comprese le decisioni che avrebbero dovuto prendersi sul mondo del gioco pubblico ed inserite nella Legge di Stabilità.

La prima sensazione, per quanto riguarda i giochi, è che qualsiasi trattativa sia stata impostata, oppure che si stava per chiudere, sia destinata a decadere. Per tantissime ragioni si era già in una situazione di “quasi stallo”, posto che ognuno dei partecipanti “tirava l’acqua al proprio mulino” e questo continuava a provocare rinvii su rinvii. Non c’era, di fatto, un progetto di riforma che veramente mettesse d’accordo tutte le parti. In più, per quello che riguarda il comparto specifico dei casinò, non c’era un progetto condiviso tra i vari ministeri interessati e tra gli stessi e le varie proprietà: e non sembra assolutamente che le attuali forze di opposizione abbiano alcun interesse ad affrontare questa materia, purtroppo.

In effetti, le poche disposizioni inserite nel documento illustrato alle Regioni ed agli Enti Locali, e riferite al comparto dei casinò, prevedevano una proposta da parte del Governo da prendersi “in collaborazione con il Ministero degli Interni e gli Enti Locali interessati, circa una revisione dell’attuale disciplina dei Casinò, finalizzata al risanamento del settore e ad una razionale distribuzione nel territorio nazionale, anche allo scopo di aiutare la scelta di ridurre la frammentazione dell’attuale diffusione territoriale del gioco”.

La fine del Governo Renzi mette tutto ancora “nel cassetto delle decisioni del futuro Governo”. Questo interessa principalmente il Casinò di Campione d’Italia, vari casino online, ed il suo Comune anche sotto un altro più specifico profilo. Nella Legge di Stabilità 2016 era stata inserito uno stanziamento di 9 milioni di euro per l’anno che si sta per concludere, a favore del Comune, così da fargli affrontare la rivalutazione del franco rispetto all’euro. Quindi, ci si aspettava un intervento simile oppure un intervento “strutturale” anche per il 2017, tanto per usare le parole del sottosegretario Pier Paolo Baretta: lo strumento che poteva essere considerato adeguato per questo intervento poteva essere la Legge di Stabilità 2017, sulla quale il Governo ha ottenuto la fiducia alla Camera e che si esaminerà in Senato in questi giorni.

L’addio del Premier Renzi potrebbe concretizzarsi con una approvazione in Senato del testo di questa Legge, senza però troppe modifiche rispetto a quello uscito dalla Camera: questo porterebbe a mettere in dubbio l’intervento preventivato a favore del casinò di Campione d’Italia e del suo Comune di appartenenza.

Per ritornare alle varie opinioni dei politici, “ci piace” segnalare quella del senatore del Pd, Franco Mirabelli, che è forse l’unica voce che prevede che i lavori che la Conferenza Unificata tra Stato, Regioni ed Enti Locali non andranno vanificati, ma che riusciranno ad essere portati a buon fine in modo da anticipare la prevista riduzione delle apparecchiature da intrattenimento al 2017, per poi progressivamente togliere le macchinette dai locali dove “non c’è prevalenza di finalità di gioco”. Ma questa è una voce fuori dal coro, molto probabilmente.