Opzione Donna Pensioni 2017: guida, come funziona, requisiti e importi, chi può fare domanda?

By | dicembre 12, 2016

Per le donne, grazie all’Opzione Donna e alla Riforma Pensioni 2017, c’è la possibilità di andare in pensione prima scegliendo però per un calcolo della stessa su base contributiva, e non quindi retributiva come hanno ancora diritto diversi lavoratori e lavoratrici. Grazie a questo anticipo di pensione non si dovranno attendere gli ormai canonici 41 anni e 10 mesi di contributi o l’età di 66 anni e 7 mesi per le dipendenti pubbliche e 65 anni e 7 mesi per le dipendenti private, cosa che ha generato non pochi problemi alle donne, che come ben si sa compiono il doppio lavoro di mamma e lavoratrice, e quindi, almeno in vecchiaia, dovrebbe essere avvantaggiate.

Opzione Donna: chi può richiederla

Per poter richiedere la pensione anticipata e quindi rientrare nella Opzione Donna, occorre essere lavoratrici dipendenti di almeno 57 anni, e di almeno 58 anni per le autonome, e si devono poter contare almeno 35 anni di contributi entro il 31 dicembre 2015. Riassumendo i requisiti sono:

  • Avere almeno 57 anni per le dipendenti e 58 per le autonome
  • Avere 35 anni di anzianità lavorativa alla data del 31 dicembre 2015

Possono quindi fare domanda soltanto le lavoratrici che possono contare tali requisiti, che sono tutti imprescindibili e devono quindi verificarsi al momento della presentazione della domanda, che può avvenire o direttamente per via telematica attraverso il sito dell’Inps, se si possiede Pin dispositivo, o tramite uno degli uffici distaccati Inps, o per comodità attraverso un Caf Patronato, che serve per l’appunto per offrire aiuto in materia assistenziale e fiscale ed è in grado di verificare i contributi versati e constatare se si posseggono tutti i requisiti richiesti.

La scelta del Patronato è consigliabile per tutte coloro che non si intendono di contabilità e di sistemi informatici, perché se si commettono errori si rischia di ritardare l’erogazione della pensione.

Opzione Donna: gli importi percepiti

Gli importi percepiti non saranno calcolati secondo il modello retributivo, cioè sulla base dell’ultimo stipendio percepito, bensì su quello contributivo, ovvero il modello che segue ormai da diversi anni i pensionati italiani, che si basa, come le assicurazioni pensionistiche private, non sul proprio stipendio ma su quanto si è versato durante tutta la carriera lavorativa.

Con questo sistema è facile capire che chi ha lavorato poco e ha guadagnato poco, avrà una pensione bassissima se confrontata agli ultimi stipendi, al contrario, chi ha guadagnato molto, e di conseguenza ha versato molto nelle casse Inps, potrà vantare una bella pensione che sarà di poco differente dallo stipendio percepito.

Author: Christian Vannozzi

Giornalista Pubblicista, già redattore per tuttogratis.com e per Leonardo Adv per temi riguardanti l'economia e il turismo. Redattore freelance per la testata giornalistica SuperNews.