Tredicesima 2016-2017: quando viene pagata in busta paga e pensione, importo, requisiti e novità di dicembre

By | dicembre 2, 2016
1016303_it_x-site_110716_countdown_bfweek_assoc_300x250

Si avvicinano le festività natalizie e con esse anche la tredicesima mensilità, meglio conosciuta semplicemente come tredicesima, tanto attesa da lavoratori e pensionati. La tredicesima di fatto è una mensilità ulteriore che viene  erogata appunto nel mese di dicembre poco prima del Natale. 

Introdotta nel 1947, venne estesa a tutti i lavoratori nel 1960. In linea generale si tratta di un importo pari a una mensilità per un intero anno o proporzionale a ogni mese di attività. Vengono calcolate inoltre le assenze retribuite dal lavoro e sono escluse quelle non retribuite. La tredicesima è riservata ai lavoratori con contratto a tempo determinato e indeterminato, e ai pensionati.

In seguito la contrattazione collettiva ha pure introdotto per alcuni settori lavorativi la cosiddetta quattordicesima, un’altra mensilità aggiuntiva pagata a giugno.

Tredicesima 2016-2017: quando viene pagata in busta paga e pensione, importo, requisiti e novità di dicembre

Il pagamento della tredicesima in busta paga pensione cambia in base al tipo di Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro che si possiede (CCNL), o all’Istituto pensionistico di appartenenza. Solitamente viene accreditata prima di Natale, intorno al 15 dicembre, tuttavia la data non è valida per tutti i lavoratori. Ad esempio, per quanto riguarda il CCNL del Commercio l’accredito avverrà il 24 dicembre.

La tredicesima viene calcolata sulla base dei giorni lavorativi cumulati tra il 1 gennaio e il 31 dicembre di ciascun anno, non è soggetta all’assegno familiare e gli straordinari vengono inclusi se sono obbligatori, mentre restano esclusi quelli eccezionali. Il mese viene retribuito interamente se si è lavorato per un periodo equivalente o superiore a 15 giorni interi. Tuttavia quest’ultimo è un criterio variabile legato al tipo di contratto che si possiede. All’interno della tredicesima sono compresi i periodi di maternità obbligatoria e i permessi per l’allattamento. Non sono inclusi invece il congedo parentale e la maternità facoltativa.

Le assenze dovute a cause di malattia, infortunio e ferie sono retribuiti sulla base dei giorni tutelati dal contratto. Non verranno incluse le ore in cui il lavoratore non si è presentato per motivi come, ad esempio, la malattia di un figlio. Anche le ore di sciopero vengono sottratte dall’importo della tredicesima. Nel caso della cassa integrazione non è previsto nessun accredito per chi ha avuto una sospensione a zero ore, per cui sarà l’Inps e non il datore di lavoro a prevedere una tredicesima specifica.

Se si vuole conoscere l’importo della propria tredicesima è possibile fare il calcolo online della tredicesima. I parametri presi in considerazione sono l’indennità di contingenza, la paga base, scatti di anzianità, cottimo, lavoro notturno e festivo ecc. Oltre a questi aspetti vanno considerate anche le assenze di lavoro e i vari casi di malattia, infortunio sul lavoro, paternità, maternità ecc.  Dopo aver preso in considerazione questi elementi, occorre tenere conto che la tredicesima viene calcolata sulla base del numero di mesi in cui il dipendente ha lavorato ed è uguale a 1/12 della retribuzione lorda annua.

Se ad esempio si è lavorato per 6 mesi ricevendo una retribuzione lorda di 1000 euro, si maturerà una mensilità ulteriore uguale a 500 euro (6×1000/12 mesi). Ovviamente questo è un calcolo abbastanza semplice ma vi sono anche casi più complessi. Per ulteriori informazioni e ragguagli si consiglia di visitare il sito dell’Inps.

Cambiamenti sono comunque attesi per il 2017 con la legge di stabilità che porterà un riassetto del sistema pensionistico in Italia.