Opinioni Referendum Costituzionale 2016: pareri sì e no, giudizi e commenti su cosa cambia

By | novembre 30, 2016
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La data del fatidico referendum è quasi arrivata e tra indecisi, fautori convinti del no e quelli del sì e persone che cambiano idea ogni giorno, la situazione sembra più incerta che mai. Per il Referendum Costituzionale del 4 dicembre non è previsto un quorum, se la maggioranza più 1 dei voti validi fosse a favore della riforma, le modifiche alla Costituzione entrerebbero in vigore. Nel caso contrario, non ci sarebbe alcun cambiamento. Si gioca tutto su chi ancora è in dubbio se, in questo caso, i cambiamenti sarebbero un bene oppure no.

Ciò che è certo è che sono tante le motivazioni che sono state date dai sostenitori di entrambe le tesi. per ridurre i costi e diminuire il potere del Senato, no perchè la Nostra Costituzione non deve essere messa in discussione. In questo articolo cercheremo di fare una panoramica sulle motivazioni a sostegno delle diverse opinioni per aiutare nella scelta chi ancora è indeciso.

Cosa cambierebbe se vincesse il Sì al Referendum?

Il punto principale su cui è stata impostata la riforma (non è detto però che sia il più importante e decisivo) è la fine del bicameralismo paritario. I sostenitori del “sì” credono che la minorità dell’esecutivo e il bicameralismo paritario siano state le uniche pecche e debolezze della storia repubblicana. Approvando la riforma andrebbe a diminuire il numero dei senatori e il potere del Senato.

Le leggi saranno approvate solo dalla Camera, anche quelle concernenti l’amnistia e l’indulto, lo stato di guerra e la ratifica di trattati internazionali. Per i provvedimenti riguardanti le competenze delle regioni, invece, dovrà esserci un passaggio tra le due Camere. Si otterrebbero, così, benefici di tempo oltre che economici.

I sostenitori del “no” credono che, se passasse la riforma, non sarebbe tutto così semplice ma si creerebbero solo più conflitti di competizione tra la Camera e il nuovo Senato. Inoltre, non verrebbe semplificato alcun processo di produzione delle leggi. Le nuove norme che andrebbero a regolare il Senato darebbero vita a ben 7 procedimenti legislativi differenti. Infine, per quanto riguarda i costi, questi non verranno assolutamente dimezzati ma al massimo diminuirebbero del 20%. Anche abolendo il CNEL. Questa è un’altra questione che ha suscitato parecchie polemiche. Quest’organo che offre (o avrebbe dovuto offrire) consulenze e supporto in fatto di materia legislativa è solo uno spreco di soldi o è un servizio necessario al Governo?

Altre considerazioni tra il sì e il no

All’origine del “no” resta, comunque, l’illeggittimità della riforma dato che è stata prodotta da un Parlamento eletto con una legge elettorale (Porcellum) dichiarata incostituzionale.  Un altro punto affrontato dal referendum riguarda il nuovo rapporto che si creerebbe tra Stato centrale e regioni se la riforma venisse approvata. Ritorno al passato in caso di vittoria del sì perché alcune materie di cui ora si occupano le Regioni tornerebbero ad essere di competenza esclusiva dello Stato. Andrebbero a diminuire i conflitti con le varie istituzioni.

Alle Regioni resterebbero le competenze in materia di sanità, delle politiche sociali e dell’istruzione mentre lo Stato si occuperebbe, tra le altre cose, della previdenza, della sicurezza del lavoro, della protezione civile e dei beni culturali e del turismo. Un accentramento del potere nelle mani del Governo, di un partito e di un leader che i sostenitori del no temono possa avvenire se al referendum vincesse il sì.

Se la riforma venisse approvata ci sarebbe, inoltre, l’introduzione del Referendum propositivo e verrebbero attuate modifiche sul quorum referendario che secondo i sostenitori del sì significherebbe un miglioramento della qualità delle democrazia. I fautori del no, dal canto loro, affermano che l’ampliamento della partecipazione diretta dei cittadini detterà l’obbligo di raggiungimento di 150mila firme (ora ne servono 50mila) per i disegni di legge di iniziativa popolare. Nessun miglioramento evidente anche in questo caso.

Cosa voterai al Referendum Costituzionale 2016: Sì o No?

Tanti cambiamenti o nessun cambiamento? Abbiamo sentito tanti botta e risposta tra i politici a favore del sì e quelli sostenitori del no. Adesso si sono aggiunti anche artisti e personaggi famosi a dire la loro. Ma la decisione è nostra. Stiamo parlando di un referendum epocale col quale si respingerà o approverà la riforma della nostra Costituzione che vige dal 1948. C’è anche da dire che, con la vittoria del sì, verrebbe modificata la seconda parte della Carta, ovvero i capi I, II, III, V e VI. Non verrebbe toccata la prima parte, né i principi fondamentali né quella che sancisce i “Diritti e doveri dei cittadini”.

I sostenitori del “no”, costituzionalisti e componenti dell’opposizione, pensano comunque che uno stravolgimento della Costituzione porterebbe solo ad una forma di autoritarismo. Come ne uscirebbe l’Italia? Dalla risposta a questa domanda dipenderà la scelta di spuntare il sì o il no al Referendum del 4 dicembre.