Amnistia e Indulto 2016-2017 novità 23 novembre sul sovraffollamento carceri, news oggi

By | novembre 23, 2016
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Si torna a parlare di amnistia indulto due temi molto caldi che vanno a intrecciarsi con la delicata questione del sovraffollamento delle carceri  e, in linea generale, con i problemi della giustizia italiana.

Il 16 novembre scorso presso la Nuova Aula del Palazzo dei Gruppi Parlamentari si è svolto l’incontro Pena e speranza. Carceri, riabilitazione, esecuzione della pena, riforme possibili, voluto da Mario Marazziti, Presidente della Commissione Affari Sociali, e dal Cortile dei Gentili. Riallacciandosi al giubileo dei carcerati celebrato da Papa Francesco il 6 novembre 2016, giuristi e parlamentari si sono confrontati sul tema della giustizia e sulla sua applicazione.

Amnistia e Indulto 2016-2017 novità 23 novembre sul sovraffollamento carceri, news oggi

L’onorevole Marazziti ha riaperto il dibattito per avanzare la proposta di una tregua Pannella, ovvero una tregua parlamentare. con lo scopo di approvare i disegni di legge per l’amnistia e l’indulto. In un’intervista di Radio Vaticana, il giornalista Francesco Gnagni ha chiesto a Marazziti quale fosse la situazione attuale delle carceri. L’onorevole ha proposto l’amnistia non solo per ridurre il sovraffollamento delle carceri, ma anche come strumento per il reinserimento sociale accompagnato per diminuire i cosiddetti recidivi.

Per l’onorevole sono molto importanti le parole del Papa che durante il giubileo dei carcerati, con la messa in Piazza San Pietro, a seguito della marcia per l’amnistia e l’indulto organizzata dai radicali lo scorso 6 novembre, ha parlato di pena giusta che presenta anche la possibilità di una riabilitazione. Alcuni segnali – ha aggiunto Marazzita- stanno peraltro arrivando da diverse parti del mondo. Un mese fa, in Kenya, sono state infatti commutate le pene di morte in ergastolo di quasi 3000 detenuti ed è stata firmata la grazia per 102 carcerati, segno quindi che qualcosa inizia a muoversi in questo senso.

Intanto pochi giorni fa il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha pubblicato su Facebook delle slide che forniscono dei ragguagli sull’attuale condizione della giustizia. Numerosi sono ancora i problemi da dover affrontare e risolvere, tuttavia qualche segnale comincia a vedersi come ad esempio la riduzione del numero di giorni per chiudere un processo, dai 574 di tre anni fa ai 367 di oggi.

Nonostante il sovraffollamento delle carceri italiane sia in media con quello degli altri paesi europei, e più basso rispetto a Francia e Gran Bretagna, ciò non significa che non rappresenti un nodo difficile da sciogliere. In alcune casi il soprannumero tocca punte perfino del 200%, con i casi limite di Brescia, Como e Lodi. A ciò si aggiunge il fallimento dei progetti di ristrutturazione e ampliamento delle case circondariali e del lavoro in carcere, con una bassa percentuale di detenuti che lavorano e che, una volta tornati in libertà, presentano grosse difficoltà di reinserimento a livello sociale.