Pensione Anticipata Scuola, novità 2017 insegnanti: cosa cambia per i docenti, come richiedere, requisiti completi

By | novembre 18, 2016
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Da mesi, uno dei protagonisti del panorama politico italiano è il tema riguardante l’anticipo pensionistico. L’Ape permetterebbe agli italiani di smettere di lavorare un pò prima, accettando un taglio dell’assegno che varia in relazione alla situazione della persona che andrà in pensione. Una sigla di tre lettere circondata da tante questioni da quando è stata inserita nel testo del disegno di Legge sul Bilancio2017 di Matteo Renzi.

Novità sulla Pensione Anticipata Scuola

Tra i provvedimenti inseriti nella riforma delle pensioni ci sono le nuove misure sulla pensione anticipata dei lavoratori della scuola, dei docenti e del personale ATA, oltre che di altre specifiche categorie di contribuenti. L’esigenza è poter accedere alla pensione anticipata o a quella di vecchiaia basandosi sui requisiti di nascita e dei versamenti che erano previsti prima della Riforma Fornero. Riforma che arrivò in un periodo di forte crisi economica dell’Italia, nel 2011, e che colpì proprio le pensioni di anzianità posticipando l’uscita dal mondo del lavoro.

I requisiti previsti dall’Ape, antecedenti dunque a tale riforma, consentirebbero ai docenti di andare in pensione a 63 anni anziché a 67 e 7 mesi. La pensione anticipata non è, però, accessibile a tutti ed è soggetta ad un penalizzazione dell’assegno pensionistico. Chi potrà richiederla e di quanto diminuirà l’assegno?

I requisiti per accedere all’Ape

Abbiamo visto come i docenti, il personale ATA e i lavoratori nella scuola in generale potrebbero accedere anticipatamente alla pensione grazie alle misure inserite nella riforma delle pensioni. Per far domanda occorre raggiungere la quota 97 e 7 mesi. In che modo? Sommando all’età anagrafica di 61 anni e 7 mesi gli anni di versamenti che dovrenno essere pari ad almeno trentasei. Se si hanno 62 anni e 7 mesi di età bisognerà avere trentacinque anni di contributi alle spalle. Nel momento in cui si sono raggiunti i 40 anni di contributi, indipendentemente dall’età anagrafica, si potrà accedere alla pensione anticipata. Questi requisiti rimarranno in vigore fino al 31 dicembre del 2018.

Per accedere alla pensione di anzianità, invece, i docenti e il personale ATA dovranno avere 65 anni e 7 mesi e venti anni di contributi versati. In entrambi i casi, di pensione anticipata o di pensione di vecchiaia, chi maturerà i requisiti entro il 31 dicembre 2017 potrà andare in pensione dal 1° settembre 2018. In tutto, i salvaguardati della scuola saranno circa settecento. Non rientrano nella riforma i quota 96, già esclusi dai requisiti prima della Riforma Fornero. Questo perché l’Inps non ha la possibilità di verificare quanti siano realmente i cosiddetti esodati della scuola.

I costi dell’anticipo pensionistico

L’uscita anticipata dal mondo del lavoro avrà dei costi che andranno a toccare l’assegno pensionistico. L’anticipo, che non dovrà superare i tre anni e sette mesi, dovrà essere richiesto sottoforma di un prestito, rimborsabile una volta che sono stati maturati i requisiti necessari per andare in pensione di anzianità. Si tratta di 240 mensilità e l’importo della rata dipenderà dal numero di anni di anticipo e dal reddito della futura pensione.

La penalizzazione dovrebbe variare dai 50 ai 160 euro mensili. C’è una categoria per la quale non è previsto nessun taglio all’assegno anche in caso di pensione anticipata, Si tratta delle maestre di infanzia. Secondo la Legge di Stabilità, tale categoria rientrerebbe tra i lavori usuranti. La richiesta per l’anticipo pensionistico, a costo zero, potrà partire da maggio 2017 e potrà essere avanzata se la maestra avrà svolto per sei anni consecutivi la stessa professione e avrà alle spalle trentasei anni di contributi versati.

Per presentare la domanda è necessario compilare due moduli che sono facilmente scaricabili dal sito www.inps.it. nella sezione “modulistica”. Il primo modulo servirà per dimostrare di avere i requisiti necessari e dovrà essere presentato all’Istituto per la Previdenza Sociale. Con il secondo si determinerà e si garantirà l’uscita anticipata dal mondo del lavoro avviando contemporaneamente la domanda per la pensione vera e propria.