Amnistia e Indulto novità 17 novembre 2016: situazione tra Radicali e appello di Papa Francesco

By | novembre 17, 2016
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Non si sono ancora risolte le diatibre riguardanti il sovraffollamento delle carceri e le condizioni disagiate in cui versano i detenuti. Non sono bastati né scioperi della fame né marce imponenti a far trovare un compromesso tra le parti. L’ultima risposta data dal governo Renzi è quella che considera il varo dell’amnistia e dell’indulto non necessario per risolvere il grave problema. Si intende affrontare la questione attraverso la riforma del sistema penitenziario contenuta in un disegno di legge dato in esame a Palazzo Madama.

In questo articolo vaglieremo le posizioni dei radicali, del ministro Orlando e i continui appelli di Papa Francesco. Si arriverà ad un nuovo esame del ddl sull’amnistia e sull’indulto o i detenuti riceveranno l’ennesima delusione?

Aministia e indulto o riforma del sistema penitenziario?

Il ministro della giustizia Andrea Orlando, facendosi portavoce dei diritti dei detenuti, ha ribadito come la riforma del sistema penitenziario sia la miglior tattica per andare verso la soluzione del problema sovraffollamento delle carceri. Afferma che il ddl sulla giustizia penale che include la revisione dell’ordinamento penitenziario è già all’esame del Senato. Il ddl penale contiene sia le norme sull’allungamento dei tempi di prescrizione sia novità sui benefici di pena. In che modo aiuterebbe i detenuti?

Verrebbero snelliti i tempi processuali e quindi sarebbe minore il numero dei detenuti in attesa di giudizio e verrebbero introdotti benefici per quei detenuti la cui condotta risulterà idonea e meritevole di vantaggi. Il fine è porre l’accento sulla funzione riabilitativa e rieducativa della politica carceraria, come è previsto dall’articolo 27 della nostra Costituzione. Il ministro Orlando, a beneficio della sua posizione, usa le parole dell’ultimo appello di Papa Francesco. Quest’ultimo, ha parlato non di amnistia e indulto ma di benefici per i detenuti meritevoli, di atti di clemenza verso quei carcerati che hanno guadagnato il diritto di usufruire di tali benefici grazie ad una buona condotta.

Le misure previste dal Governo rientrano, quindi, nell’ordinarietà. Si rimane sulla stessa linea che ha portato ad adottare misure quali il decreto svuotacarceri e la depenalizzazione dei reati dopo che è stata approvata la legge sulle pene alternative alla detenzione carceraria e la messa in prova ai servizi sociali. Ciò che chiedono i radicali sono, invece, misure straordinarie di clemenza con la concessione di amnistia e indulto. Ma Orlando esclude la possibilità di un riesame del ddl  per la concessione dei provvedimenti di clemenza, dato che non c’è la maggioranza dei due terzi del Parlamento.

L’Amnistia come unica soluzione per i Radicali:

Igor Boni e Silvja Manzi, esponenti della Direzione nazionale di Radicali Italiani, ribadiscono la necessità di metter concretamente mano al problema del sovraffollamento senza adottare misure superficiali che riguardano solo problemi più gravi. L’unico provvedimento che potrebbe decongestionare le strutture e diminuire l’ingente numero di pratiche nelle mani dei magistrati è l’amnistia.

Un altro punto importante riguarda la necessità di smettere di considerare il carcere come una “discarica umana” formata da persone più deboli di altre. I Radicali credono che, per dare una svolta alla situazione, siano fondamentali le pene alternative e l’affidamento ai servizi sociali. Dovrebbero essere la regola e non l’eccezione. Inoltre, un aiuto arriverebbe dalla radicale modifica delle leggi sull’immigrazione e sugli stupefacenti. Bisogna dar fiducia e opportunità ai detenuti, perché altrimenti, dietro le sbarre, si alimentano solo di rabbia e di disagio.

La speranza in un cambiamento non abbandona i Radicali soprattutto dopo la marcia dello scorso 6 novembre nel giorno del Giubileo del Carcerato. Uniti nella richiesta di amnistia c’erano i Radicali promotori, 40 deputati, l’Anci e i cappellani di tante carceri italiane, i giornalisti e gli accademici, i laici e i religiosi, molti avvocati dell’Unione provenienti dalle Camere Penali italiane. Uniti in un vero e proprio impegno politico di ricerca della legalità e di garanzie che restituiscano la dignità ai detenuti.

Papa Francesco: clemenza per i detenuti meritevoli

Un sostegno a distanza continua ad arrivare anche da Papa Francesco. Le sue parole chiedono provvedimenti di clemenza e una giustizia non solo punitiva ma volta a rieducare e reinserire la persona che ha sbagliato nella società alla quale appartiene di diritto. Papa Francesco continua ad appellarsi al Governo affinché vengano applicati atti di clemenza ai detenuti meritevoli. Il Papa ha esteso l’appello ai governi di tutto il mondo, chi lo ha accolto? La Repubblica di Cuba che ha concesso l’indulto a 787 detenuti.

La dignità umana non è forse ugualmente importante anche in Italia? Quando si darò ascolto alla battaglia di associazioni umanitarie e del mondo penitenziario? In questi giorni i detenuti del carcere di Miogni di Varese si sono uniti allo sciopero della fame che ne vede coinvolti altri 17.000. Si spera che le misure volte ad ascoltare la loro voce arrivino presto e che siano risolutive e non un’ennesima beffa.