Motivi SI Referendum 4 Dicembre 2016: perché votare sì e approvare la Riforma Costituzionale, opinioni e pareri

By | novembre 14, 2016
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Si avvicina sempre di più il 4 Dicembre 2016, data in cui gli italiani saranno chiamati alle urne. Il loro arduo compito è approvare o meno, attraverso un Referendum Costituzionale, la riforma che vedrà modificare la nostra Costituzione. In un precedente articolo abbiamo esposto le ragioni avanzate dai sostenitori del “NO”, di coloro che si  oppongono ad uno stravolgimento dei principi base della Costituzione. Oggi vi illustreremo i motivi avanzati da chi crede in un cambiamento positivo approvando la riforma e che, quindi, voterà “SI” il prossimo 4 Dicembre.

Come cambierebbe la Costituzione in caso di vittoria del “SI”

Se la riforma venisse approvata, numerosi articoli della Costituzione verrebbero modificati. Tre sono quelli che cambierebbero l’impianto giuridico del nostro Stato (articoli 70, 71 e 72) dato che riguardano l’abolizione del Bicameralismo Perfetto. Non si tratterebbe di una eliminazione assoluta perché per alcune leggi resterebbe vigente il Bicameralismo paritario. Parliamo, tra le altre, delle leggi costituzionali, dei referendum, delle leggi elettorali, delle funzioni riguardanti Comuni e città metropolitane, delle leggi concernenti l’Italia e le normative UE, della durata e della modalità di elezione dei senatori.

Il Senato diminuirebbe le sue funzioni ma non sarebbe completamente sostituito dalla Camera dei Deputati. Inoltre, il nuovo Senato sarebbe formato da 21 sindaci, 74 consiglieri regionali e 5 senatori che verranno nominati direttamente dal Presidente della Repubblica. Potrà chiedere di esaminare le Leggi Ordinarie approvate dalla Camera dei Deputati. Avrà 10 giorni di tempo per avanzare la richiesta con il voto minimo di 33 senatori.

Il Senato dovrà anche intervenire e modificare, se necessario, la legislazione delle Regioni, a maggioranza assoluta, sempre entro 10 giorni dal momento in cui il testo è stato trasmesso alla Camera.

I motivi del “SI” al Referendum Costituzionale

I sostenitori del “SI” hanno creato un fronte compatto sostenendo che da decenni aspettavano una modernizzazione della Carta. L’addio al Bicameralismo significherebbe il superamento del continuo ping-pong tra le due Camere con benefici soprattutto in termini di tempo. Inoltre, un ulteriore punto a favore di questa eliminazione sarebbe l’instaurazione di un rapporto di fiducia esclusivo tra Camera dei Deputati e Governo. Solo questa Camera, infatti, sarà chiamata a votare la fiducia di quell’ala del Parlamento.

Il comitato a favore del “SI” sottolinea come ci sarebbero risparmi economici grazie alla diminuzione del numero dei senatori e all’abolizione del CNEL. La riforma prevede anche l’abolizione dei rimborsi ai gruppi consiliari regionali. “Non possono essere corrisposti rimborsi o analoghi trasferimenti monetari recanti oneri a carico della finanza pubblica in favore dei gruppi politici presenti nei Consigli regionali”. Questo è ciò che prevede la riforma nelle ultime disposizioni. Significa che i consiglieri regionali non avranno più rimborsi per spese di promozione, eventi, pubblicità ma riceveranno comunque il proprio stipendio. Quest’ultimo non potrà essere superiore a quello del sindaco del capoluogo della regione di appartenenza.

Un’altra ragione avanzata dai sostenitori del “SI” riguarda il miglioramento della qualità della democrazia che si avrebbe introducendo il Referendum propositivo e le modifiche al quorum referendario. Entrambe queste soluzioni avvicinerebbero le istituzioni ai cittadini, come sostiene Emma Bonino. La popolazione potrà essere interrogata direttamente sugli importanti temi di attualità. E’ una forma di partecipazione diretta al processo legislativo.

Votare “SI” significherebbe anche fare in modo che il Senato diventi una Camera di compensazione tra poteri locali e Governo centrale. Davanti alla Corte Costituzionale arriveranno, così, meno casi di dispute tra Stato e Regioni.

Opinioni e pareri di chi voterà “SI”

Abbiamo già accennato ad Emma Bonino. La storica leader radicale vede nella riforma Costituzionale il primo passo verso una battaglia più grande, una battaglia sociale per i diritti di tutti. Maria Elena Boschi, il ministro delle riforme, punta al cambiamento per portare l’Italia nel futuro. Anche Matteo Renzi sottolinea questa necessità nella lettera che qualche giorno fa ha indirizzato agli italiani all’estero. Dimostrando che qualcosa cambierà il nostro Paese acquisirà maggiore credibilità e prestigio, afferma il Premier.

Votare “SI” o votare “NO”, cambiare la Costituzione sperando in un futuro migliore o rimanere ancorati alle certezze del passato. Agli italiani restano poco più di due settimane per prendere la loro decisione e votare ciò che ritengono più giusto per il proprio Paese.