Riforma Pensioni Donne 2017: novità privato e pubblico impiego, chi ha diritto alla pensione anticipata APE?

By | novembre 10, 2016
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All’interno della Legge di Stabilità 2017, uno dei punti chiavi su cui le discussioni sono state lunghe, e per molti versi non ancora risolte, riguarda la riforma delle pensioni. In particolare è stata molto dibattuta la pensione anticipata con APE. Tra gli interventi ancora in fase di definizione ci sono le nuove direttive sulle Pensioni Donne anticipate. Le lavoratrici, sia pubbliche che private, attendono ormai da mesi informazioni sulla proroga dell’Opzione Donna e ci si chiede se queste saranno ore decisive per avere finalmente delle risposte.

Cos’è l’Opzione Donna?

L’Opzione Donna è un regime sperimentale pensionistico con caratteristiche particolari. E’ stato introdotto dalla Legge Maroni 243/04 e integrato anche nella riforma Fornero. Questo regime consente alle lavoratrici il raggiungimento dell’età pensionabile a traguardi diversi e inferiori rispetto alle regole ordinarie. Naturalmente, devono esserci particolari requisiti e condizioni per usufruire dell’opzione relativa alle Pensioni Donne. Non basta infatti appartenere al genere femminile per andare in pensione anticipata ma la lavoratrice dovrà dimostrare di:

  • non essere iscritta alla gestione separata
  • essere in possesso di contribuzione alla data del 31/12/1995
  • essere iscritta all’assicurazione generale obbligatoria, ai fondi sostitutivi o esclusivi
  • aver raggiunto almeno i 57 anni e tre mesi di età e 58 anni e tre mesi di età nel caso in cui si sia lavoratrice autonoma
  • aver versato almeno 35 anni di contributi.

Per calcolare la contribuzione occorre tener conto dei contributi obbligatori, di quelli di riscatto e da ricongiunzione, volontari e figurativi. Le lavoratrici che hanno già raggiunto per anzianità l’accesso al trattamento pensionistico o quelle che hanno ricevuto il trattamento “c.d. esodati” sono escluse dall’APE.

Chi richiede la pensione anticipata vedrà diminuire l’importo sull’assegno che percepirà. La riduzione sarà tra il 25% e il 35%. Elementi che influiranno su una maggiore o minore decurtazione saranno l’anzianità di servizio, le caratteristiche della retribuzione e della carriera. Ricordiamo che l’erogazione dell’assegno avviene 12 mesi dopo aver maturato i requisiti per le lavoratrici dipendenti, e dopo 18 mesi per le lavoratrici autonome.

Le ultime novità sulle Pensioni Donne

Le lavoratrici donne, come già accennato, stanno attendendo informazioni delucidanti sulla possibilità di andare in pensione anticipata anche nel 2017. Le ultime notizie l’hanno ottenute lo scorso 8 novembre 2016 dall’onorevole Titti Di Salvo. Durante la trasmissione “Mi manda Rai tre”, il membro della Commissione lavoro alla Camera dei Deputati ha accennato all’Opzione Donna rassicurando le lavoratrici. Titti Di Salvo ha sottolineato come la Commissione cercherà di garantire gli impegni presi con la scorsa Legge di Stabilità.

Nell’attesa, le lavoratrici, ormai stanche e deluse, hanno diffidato il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Rivendicano al MEF il fatto che non abbia reso noti e pubblici i dati delle risorse ancora spendibili per l’Opzione Donna. Gli obblighi di legge imponevano al MEF di presentare i dati entro il 30 settembre 2016. Il notevole ritardo ha fatto partire l’azione legale. Ad oggi, sul web, si legge che la data in cui verranno presentati gli emendamenti al DdL di Bilancio sarà domani, 11 novembre 2016 mentre, per concludere la questione delle Pensioni Donne anticipate, bisognerà aspettare il 4 dicembre. Sarà veramente così o le proroghe aumenteranno?