Aumento Stipendi 2017: insegnanti, dipendenti pubblici, forze di polizia e militari, chi riguarda, si farà?

By | novembre 8, 2016
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Da sette anni, i dipendenti pubblici attendono il rinnovo dei contratti statali con il conseguente aumento degli stipendi previsto da una sentenza della Corte Istituzionale. Sarà il 2017 l’anno in cui la trattativa vedrà una fine? Per ora ci sono ancora diversi nodi da sciogliere e la contestazione tra sindacati e Governo continua.

La Legge di Bilancio stanzierà delle risorse che dovrebbero sbloccare e aumentare gli stipendi degli statali ma servirebbero anche a ricoprire altre spese. Infatti, le risorse finanzierebbero il “bonus 80 euro” e le nuove assunzioni nella scuola e nella Pubblica Amministrazione andando ad impoverire l’ancora incerto aumento di stipendio.

In cosa consiste l’aumento degli stipendi?

Renzi ha iscritto nella legge di Bilancio 2017 risorse per l’importo di circa 1 miliardo e 900milioni di euro destinate alla pubblica amministrazione. Questo stanziamento sarebbe aggiuntivo rispetto ai 300milioni previsti dalla precedente Legge di Stabilità, stanziati un anno fa a favore proprio del rinnovo dei contratti degli statali. Un aumento del fondo di circa 80 milioni di euro ma dal quale occorre detrarre gli altri capitoli di spesa.

Parliamo del bonus per le forze di polizia dal costo di circa 510milioni di euro all’anno e dei 140 milioni dello stanziamento per l’ampliamento dell’organico della scuola nel 2017 e altri 400milioni previsti per il 2018 (meno di quanto preventivato). Gli aumenti delle buste paghe, i contributi degli statali in servizio e le nuove assunzioni nella Pubblica amministrazione sarebbero finanziati da circa 700milioni di euro.

L’aumento di cui si parla risulterà essere al massimo di circa 40 o 50 euro mensili netti nella busta paga. Se i tempi di erogazione delle risorse seguiranno l’iter ipotizzato ad oggi dal governo, la suddivisione cioè in quattro annualità, solo nel 2019 si arriverà all’aumento dello stipendio stabilito. La Cisl e gli statali non sono soddisfatti di questa cifra e sostengono che non copre assolutamente le perdite avute nei sette anni di blocco dei contratti. Per esserci un giusto risarcimento, l’aumento dovrebbe aggirarsi intorno ai 180 euro senza contare bonus e premi extra.

A chi spetta il Bonus 80 euro in busta paga?

Un aumento di 80 euro sotto forma di Bonus spetta ai lavoratori dipendenti e assimilati, secondo quanto stabilito dalla precedente Legge di Stabilità. Il datore di lavoro deve verificare le informazioni rilevanti sul reddito e poi accreditare l’importo direttamente sulla busta paga del dipendente. Il Bonus è riservato a chi guadagna dagli 8.000 ai 26.000 euro e l’imposta lorda dell’anno deve essere superiore alle detrazioni per lavoro dipendente. Le categorie a cui spetta sono:

  • lavoratori dipendenti con contratti a tempo pieno e contratti part-time
  • lavoratori con contratto di collaborazione
  • lavoratori che percepiscono cassa integrazione, indennità di mobilità o disoccupazione
  • i soci lavoratori delle cooperative
  • i titolari di borse di studio e assegni di formazione professionale
  • i collaboratori coordinati e continuativi e quelli a progetto
  • i lavoratori impiegati in lavori socialmente utili

L’ultima notizia di oggi, 8 novembre, riguarda la critica del presidente della Corte dei Conti, Arturo Martucci, nei confronti della manovra economica. Martucci ha difeso i dipendenti pubblici sottolineando l’esiguità dei fondi e la limitazione del ruolo assegnato alla riduzione della spesa. Si trovano d’accordo, così, la Corte dei Conti e i sindacati. Basterà per far prendere in considerazione un maggiore stanziamento di fondi per il rinnovo dei contratti statali nelle stanze del Parlamento?