7 minuti di Michele Placido con Ambra Angiolini e Fiorella Mannoia: trama, recensione, streaming trailer film e commento

By | novembre 6, 2016
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Arriva nelle sale il nuovo film di Michele Placido con Ambra Angiolini e Fiorella Mannoia, “7 minuti”, vi forniremo trama recensione e video streaming trailer gratis HD del film.

7 minuti, trama del film e streaming trailer

Provincia di Latina, oggi.

Siamo all’interno di un azienda tessile che sta per essere assorbita da un gruppo di investitori Francesi, ne rileverebbero più del 50% delle quote societarie, diventando i soggetti con potere decisionale.

La forza vera di questa fabbrica sono le operaie, apparentemente con i nuovi soci verrebbero tutte reinserite, mettendo a voto quella che apparentemente è una semplice richiesta.
Cosa saranno disposto a fare pur di non perdere il loro posto di lavoro?

Distribuito da Koch Media, diretto da Michele Placido e scritto assieme a Stefano Massini, arriva un film mai così vicino alla realtà come questo, ecco nelle sale: “7 minuti”.

Recensione 7 Minuti

Il film nasce dal libro di Stefano Massini “7 minuti – consiglio di fabbrica” (Einaudi, 74 pagine), ispiratosi a un episodio simile a quello narrato, accaduto in una fabbrica Francese nel 2012. In seguito Alessandro Gassman, ha deciso di portarlo in Teatro, rilegando al dibattito del consiglio, il perno centrale della messa in scena, proprio come avviene nel libro. Recentemente, mentre in teatro a Milano recitava “Lehman Thrilogy”, Michele Placido riceveva il testo di questo spettacolo dalle mani di Massini, non poteva immaginare che ne avrebbe realizzato una trasposizione cinematografica.

Grazie alla produttrice e consorte Federica Vincenti, il folle progetto di Michele ha iniziato a prendere forma. Dopo aver trovato in Francia e Gran Bretagna, un ulteriore sostegno economico per la realizzazione del film, il primo passo è stata la ricerca del cast, 11 attrici.

Per Ottavia Piccolo viene confermata la guida della squadra, così come in teatro le viene affidato il ruolo di Bianca, saggia rappresentante del consiglio delle operaie. Ambra Angiolini, è Greta donna tatuata, rude, con i capelli rasta e un tatuaggio con la scritta ”amen”, quando è sulla scena provoca dei forti brividi, emoziona, rapisce e colpisce lo spettatore, il David di Donatello nel 2017 le auguro possa essere una formalità. Con Violante Placido e Cristiana Capotondi, le cui immagini sono state totalmente rivoluzionate, alla prima è stato tolto l’erotismo per crearne una figura di impiegata disabile credibile, la seconda ha perso quel viso asciutto e pulito per una parte più rude. Curioso come nel completare la scelta del cast siano state chiamate due cantanti: Maria Nazionale e Fiorella Mannoia. Interpretano due delle donne del consiglio, la prima è una madre che ha dovuto chiedere un prestito alla chiesa pur di comprare un libro per la figlia, napoletana e carnale urla e sbraita pur di far capire il suo pensiero; la seconda, Fiorella, alla prima esperienza come attrice, si è spogliata della figura di cantautrice elegante e mai volgare, per restituire al suo ruolo una figura dalle forti connotazioni romane, accanita fumatrice e pronunciatrice di molte parolacce.

Se la resa è stata efficace, è il contenuto il vero motivo per cui andare al cinema. Si dibatte sul significato delle parole, sui tempi d’oggi e sul fatto di non doversi mai arrendere al compromesso, l’importanza del potere decisionale mai così d’attualità come oggi a un mese dal referendum.

Nonostante ciò Placido gli ha voluto restituire una forma di thriller il cui protagonista è il tempo, lo spazio che intercorre prima di rivelare la decisione al consiglio.

Per decidere se andare al cinema a vederlo, basteranno anche meno di “7 minuti”.