CNEL: tutte le funzioni attuali e i pro e contro dell’eventuale abolizione post referendum

By | novembre 4, 2016
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Esattamente tra un mese, domenica 4 dicembre, gli italiani sono chiamati alle urne per il referendum costituzionale voluto dal governo su disegno di legge Renzi-Boschi.  Chi voterà SI approverà la riforma, chi vota NO si opporrà ad essa. Tra i punti di questa riforma vi rientra anche l’abolizione del CNEL.

CNEL: cos’è e quali sono le sue funzioni attuali

Il CNEL, ovvero il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, previsto dall’art. 99 della Costituzione, è stato istituito dalla legge n. 33 del 5 gennaio 1957. Le sue attribuzioni e la sua composizione sono disciplinate dalla legge n. 936 del 30 dicembre 1986.

Il CNEL è un organo di rilievo costituzionale con funzioni di consulenza delle Camere, del Governo e delle Regioni per quanto riguarda l’elaborazione della legislazione sociale ed economica. Tale organo può esprimere pareri (non vincolanti) e promuovere iniziative legislative, ad eccezione  delle leggi tributarie, di bilancio o di tipo costituzionale. Periodicamente predispone rapporti periodici e studi sui temi della situazione economica, sul lavoro, sull’immigrazione e sulla lotta alla criminalità.

Il Consiglio è formato da 64 consiglieri di cui 10 esperti in ambito economico, sociale e giuridico, 8 dei quali nominati dal Presidente della Repubblica e 2 proposti dal Presidente del Consiglio dei Ministri; 48 rappresentanti delle categorie produttive dei quali 22 rappresentano il lavoro dipendente, 3 i dirigenti e i quadri pubblici e privati, 9 il lavoro autonomo e 17 le imprese; infine vi sono 6 rappresentanti delle associazioni di promozione sociale e delle organizzazioni di volontariato, di cui 3 incaricati dall’Osservatorio nazionale dell’associazionismo e 3 da quello del volontariato. L’incarico dei componenti del CNEL ha una durata di 5 anni, con possibilità di riconferma.

All’interno de Consiglio vi sono il Presidente, i Vicepresidenti, gli Organi consiliari, gli Organi insediati al CNEL e il Segretariato generale. Gli Organi consiliari permettono al Consiglio di svolgere la propria attività e sono rappresentati dall’Ufficio di Presidenza, Consiglio di Presidenza, Assemblea, Consigliere Segretario, Collegio dei revisori dei Conti e Commissioni. Gli Organi insediati al CNEL sono la Consulta “Comitato Cnel-Istat sugli indicatori di progresso e benessere”, l’ ONC (Organismo Nazionale di Coordinamento per le politiche di integrazione sociale dei cittadini stranieri), e la Consulta Nazionale per la Sicurezza Stradale.

Pro e contro dell’eventuale abolizione del CNEL post referendum

Il referendum intende abolire il CNEL con l’obiettivo di semplificare l’apparato istituzionale, e per sgravare lo Stato da una serie di costi. Secondo i dati presentati da Renzi, il Consiglio costerebbe all’incirca 20 milioni di euro annui e la sua incidenza a livello legislativo è limitata. I 64 consiglieri, che si riuniscono una sola volta al mese, percepirebbero uno stipendio di 1300 euro al mese che andrebbe ad aggiungersi a quelli derivati da altre occupazioni.

I favorevoli puntano così a voler porre fine a questo spreco di denaro, abolendo un organo che nel tempo avrebbe mostrato una scarsa incidenza sulle questioni nazionali. Infatti i sostenitori del SI ribadiscono che in 57 anni il CNEL ha proposto soltanto 14 disegni di legge e dato 96 pareri.

Chi invece si schiera contro, tra le forze politiche il Movimento 5 stelle e la Lega nord, ritiene che i dati del premier non corrispondono al vero e sostiene le recenti dichiarazioni del vice presidente del CNEL Gian Paolo Gualaccini. Quest’ultimo ha invitato i cittadini a consultare il sito dell’organo per rilevare che la spesa per il suo mantenimento nel 2016 è stata di 8,7 milioni di euro, per la gestione della sede, della biblioteca e per il pagamento dei dipendenti. Inoltre, afferma ancora Gualaccini, dal 2015 cioè dopo la legge di Stabilità i Consiglieri non percepirebbero più alcun stipendio mensile. Il Vicepresidente sostiene che l’attuale assetto del CNEL andrebbe rivisto per adeguarlo ai nuovi tempi, ciò non significa però abolirlo ma rifondarlo su nuove basi.

La questione si presenta dunque abbastanza complessa, perché da un lato abolendo il CNEL si punterebbe alla riduzione della spesa pubblica per anni gravata da sprechi istituzionali, dall’altro però verrebbero meno quei corpi intermedi su i quali si è basata la nostra democrazia dal secondo dopoguerra ai giorni nostri.