CNEL: ultime notizie 24 ottobre 2016, che cos’è e aggiornamenti sull’abolizione

By | ottobre 25, 2016
1016303_it_x-site_110716_countdown_bfweek_assoc_300x250

Il prossimo 4 dicembre gli italiani, attraverso un referendum, potranno scegliere se abolire o meno il CNEL, il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro. Ma cos’è questo ente e, soprattutto, quanto ci costa? Tra le tante misure contenute all’interno della riforma costituzionale che andremo ad approvare o respingere, la questione del CNEL è quella che ha destato il maggiore interesse.

Questo piccolo ente formato da esponenti sindacali, imprenditoriali e sociali, di cui fino a pochi mesi fa la maggioranza degli italiani ne ignorava l’esistenza, è diventato il principale protagonista dell’ormai imminente referendum. Cercheremo di capirne il motivo analizzando il suo operato e le ultime notizie su ciò che comporterebbe la sua abolizione.

Ecco cos’è il CNEL

Il CNEL è un organo previsto dall’articolo 99 della Costituzione italiana. E’ stato istituito nel 1957 ma solo nel 1986 una legge ne ha stabilito compiti e struttura. Il CNEL deve, principalmente, esprimere pareri e promuovere iniziative legislative nell’ambito economico e sociale. Parliamo di leggi di bilancio, tributarie o costituzionali.

E’ un luogo di mediazione che serve per permettere un confronto tra gli interessi dei lavoratori e quelli delle imprese. La richiesta dei pareri parte dall’Esecutivo, dal Parlamento e dalle Regioni ma sono consigli assolutamente non vincolanti. Fino al 2011 il CNEL era composto da 121 membri. Successivamente furono dimezzati a 64 e oggi sono solo 24. L’indennità di 2.154 euro al mese non è più prevista dal 2015, comunque, questo ente costa allo Stato circa 8,7 milioni di euro. In questa cifra rientrano i pagamenti ai dipendenti e i costi per la sede, una palazzina romana di Villa Borghese.

I consiglieri che fanno parte del consiglio del CNEL sono esperti di cultura economica, sociale e giuridica, rappresentanti delle categorie produttive e rappresentanti delle associazioni di promozione sociale e delle organizzazioni di volontariato. I membri si riuniscono una volta al mese per uno stipendio che si aggira intorno ai 1.300 euro e sono soprattutto over 65 che hanno già un primo, se non un secondo, lavoro.

Per tutti coloro che si stanno chiedendo quale sia stato l’operato di questo ente nei suoi 60 anni di vita, diamo qualche numero di ciò che ha prodotto. 96 pareri, 90 relazioni, 130 convegni, 350 osservazioni e proposte, 270 rapporti e studi e 14 disegni di legge (di cui neanche uno approvato dal Parlamento).

CNEL: Abolirlo o no?

Il vicepresidente del CNEL Gian Paolo Gualaccini sostiene la necessità della presenza in Italia di un Ente che sia un luogo di rappresentanza delle classi sociali e afferma che i consiglieri stanno lavorando gratuitamente. Inoltre asserisce che gli 8,7 milioni di euro non verrebbero comunque risparmiati dallo Stato in quanto la metà servono per pagare i dipendenti che, in caso di abolizione del CNEL, passerebbero alla Corte dei Conti e le spese per la sede rimarrebbero a carico di chi subentrerà.

La maggior parte dei cittadini, però, guarda i numeri e rimane nella convinzione, giusta o sbagliata, che questo ente non abbia più ragione di esistere. Le funzioni politiche e sociali possono anche essere notevoli e importanti ma se non accompagnate da risultati perdono tutta la loro rilevanza agli occhi degli italiani che, mai come prima, oggi chiedono fatti.