Fusione Wind Tre Italia 2016: cosa cambia per offerte, abbonamenti e scheda SIM

By | settembre 11, 2016
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E’ ormai ufficiale la fusione tra Wind e 3 Italia. Manovra che secondo gli esperti del settore «Favorirà la corsa a qualità ed efficienza, e rilancerà il ruolo della rete fissa».

L’aspetto più importante di questa unione non riguarda solo i vantaggi economici che arriveranno per le due compagnie, ma per l’intero sistema di comunicazioni italiane.

Quale sarà questo nuovo marchio, ci chiediamo un po’ tutti. Per adesso si sa solo che la neo-nata azienda sarà il primo operatore italiano per numero di SIM, con oltre 31 milioni di clienti, e per ricavi, calcolati intorno ai 6,4 miliardi di euro.

Alla guida della futura società ci sarà Maximo Ibarra, attuale CEO Wind, che per dirigere il tutto dovrà aspettare ancora un anno: l’operazione è in attesa dell’approvazione delle Autorità europee e nazionali.

Ancora incerto è il marchio con il quale si presenteranno sul mercato e il destino di Infostrada, ovvero la componente fissa, visto che la fusione sembra si concentri esclusivamente sul mobile.

L’Italia non poteva reggere più economicamente 4 operatori telefonici e fornire servizi eccellenti, per cui, visto anche il contesto istituzionale favorevole e l’assenso della Commissione europea, è nata la fusione tra questi due colossi della telefonia.

L’obiettivo principale di questa acquisizione è, innanzitutto, contenere i costi di distribuzione e supporto clienti, cosa che, però, avrà un effetto negativo immediato per i negozi dei due operatori.

L’eliminazione di un concorrente permetterà di ridurre i prezzi dando la possibilità alle compagnie di fare nuovi investimenti, previsti soprattutto sul 4G per recuperare il terreno perso dietro Tim e Vodafone.

Si ritiene, inoltre, che la presenza di soli tre operatori invece di quattro, possa agevolare lo sviluppo delle reti 5G.

Cosa ne sarà, allora, della linea fissa?

Questa è davvero un’incognita visto che Wind la giudica vantaggiosa mentre 3 non più fondamentale. Anche se, il solo fatto che a capo dell’azienda ci sarà un direttore Wind lascia pensare che il fisso possa avere ancora un ruolo importante nella fusione e sul mercato italiano. Infatti, il mobile vince sulla rete fissa ma quest’ultima permette di completare l’offerta e rende più stabile i ricavi con un turn over ridotto.