Case-mutui: il patto marciano conviene?

By | luglio 16, 2016
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Al momento la correttezza e l’attuabilità di alcuni provvedimenti in campo immobiliare destano non poche polemiche. L’oggetto del dibattito è il patto marciano, cioè l’accordo tra imprenditore e banca nell’ambito di un contratto di finanziamento, che prevede la riscossione della proprietà privata da parte della banca a titolo di garanzia del finanziamento stesso.

In caso di inadempimento protratto per un periodo massimo di 12 mesi, la banca avrebbe il diritto di far presente all’imprenditore la sua intenzione di avvalersi della nuova regola e richiedere al presidente del tribunale della città in cui si trova l’immobile di nominare un perito per la stima.

Una volta comunicato il valore stimato, la proprietà dell’immobile verrebbe trasferita direttamente alla banca.

Chi è fermamente contrario afferma che il patto marciano sia stato studiato per l’esclusivo vantaggio delle banche e a discapito dei debitori.

In effetti, sembra che sia proprio così: un’agevolazione di tempi e di potere straordinari per le banche. Ma occorre chiedersi se tale agio non possa avere un effetto positivo su tutto l’iter del processo di erogazione del mutuo.

Non dimentichiamoci che i crediti non ancora riscossi in Italia ammontano a 360 miliardi di euro e che tale mancanza non possa non influire sull’intero assetto finanziario delle banche.

E’  vero anche che se il processo del recupero crediti non rimborsati fosse più disinvolto, le banche sarebbero più disponibili ad assumersi nuovi rischi ed erogare nuovi crediti, con esiti favorevoli per tutto il sistema patrimoniale.