Deregulation spiagge: la Ue sta per bloccare la proroga delle concessioni balneari

By | luglio 11, 2016
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Sono giorni decisivi per le spiagge italiane: a breve conosceremo la decisione finale dell’Unione europea sulla proroga delle concessioni balneari fino al 2020 decisa dall’Italia malgrado la normativa Bolkestein emanata nel 2010.

Essa prevede che le concessioni in questione non possano più essere rinnovate automaticamente, ma solo attraverso una gara d’appalto pubblica e aperta a imprenditori europei.

Quasi sicuramente il verdetto sarà negativo. Infatti, il ministro degli Affari regionali Costa sta lavorando sodo per non subire un’ ulteriore sanzione dalla Corte di giustizia europea.

Intanto alcune Regioni cercano una soluzione alternativa.

Sono 30 mila le imprese italiane interessate dalla prossima rivoluzione balneare: 2500 km di costa su 7500 di cui non si conosce ancora il destino.

Ovviamente in questa situazione regna il caos: i balneari sono agguerriti, perchè convinti che la direttiva Bolkestein consegnerà le spiagge italiane a grandi multinazionali estere.

In Toscana, è stata varata una nuova legge che consente di prorogare le concessioni da 6 a 20 anni in cambio di cospicui investimenti. La Liguria auspica ad una proroga di 30 anni, invece, nel Lazio il nuovo regolamento ha eliminato il rinnovo automatico delle concessioni.

In Veneto, in perfetto stile Bolkestein, il Comune di Bibione ha assegnato 40 ettari di spiaggia tramite una gara avvenuta lo scorso febbraio.

Il ministro cerca di placare gli allarmismi garantendo un periodo transitorio adeguato prima dell’applicazione della legge: la riforma a cui lavora prevede, però, per le nuove concessioni congrui investimenti. Una soluzione che, almeno per il momento, non piace a nessuno.