Un italiano su cinque rinuncia a curarsi e aumenta la spesa per cure private a causa delle liste di attesa

By | giugno 10, 2016
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Gli ultimi dati provengono da una ricerca del Censis, Rbm Assicurazione Sanità e riporta a una realtà poco degna di un Paese civile avanzato che si fregia di far parte dei 7 Grandi del mondo e che vanta una Sanità di prim’ordine in campo internazionale. Purtroppo il livello di capacità tecnica dei nostri medici, realmente alto, è spesso inficiato da un sistema organizzativo da terzo mondo e ora anche minato dalla crisi economica con difficoltà di molti a curarsi e ricorrendo sempre più a cure private.

Si assiste, così, a una rinuncia a curarsi da parte di un cospicuo numero di cittadini italiani che il Censis ha quantificato inoltre 11 milioni, con un incremento del fenomeno di 2 milioni dal 2012, totale che è rappresentato per un quarto da cittadini anziani. Alla base di questo triste record di rinuncia alle cure c’è sicuramente la stretta economica che ha portato a un appesantimento del Ticket ma anche all’esclusione di molti farmaci dalla farmacopea nazionale dispensata dal Ssn.

Le liste di attesa costituiscono un altro capitolo doloroso per i pazienti italiani. L’attesa esageratamente lunga per eseguire visite ed esami a volte anche importanti porta inevitabilmente le persone a rivolgersi alle cure private anche perché spesso, oltre ad essere certamente più rapide ad eseguirsi, il costo è circa pari o in alcuni casi addirittura inferiore a quello che si deve affrontare usufruendo del medesimo servizio attraverso la Sanità Pubblica. La spesa per curarsi privatamente è aumentata di oltre il 3%, nonostante l’impoverimento della popolazione italiana.