Una sala del Museo Egizio di Torino sarà intitolata Giulio Regeni morto al Cairo

By | febbraio 9, 2016
1016303_it_x-site_110716_countdown_bfweek_assoc_300x250

Sala Giulio Regeni sarà chiamata la sala del Museo Egizio di Torino dedicatata al giovane italiano che perse la vita.

Il museo Egizio di Torino è secondo, per importanza, nel mondo, solo al Museo de Il Cairo. Oggi, il sovrintendente del Museo di Torino ha annunciato che una sala del museo sarà intitolata al giovane ricercatore Giulio Regeni, ucciso barbaramente e in circostanze non ancora chiarite, in Egitto e abbandonato lungo una strada della periferia de Il Cairo. Il Museo Egizio di Torino ha dunque deciso che la sala che fino ad oggi era chiamata Deir El Medina, sarà chiamata Sala Giulio Regeni.

Migliaia di persone tra cui molte scolaresche, visitano ogni anno l’importante Museo Torinese, e tutti visitando una delle tante sale che contengono straordinari reparti antichi, ricorderanno Giulio Regeni, questo giovane Friulano studioso ricercatore che mani crudeli e barbare hanno tolto ai suoi affetti. La sala che il Museo ha deciso di dedicare a Giulio, contiene 245 reperti, tra cui il papiro che documenta il primo sciopero della storia.

Per chi non fosse a conoscenza chi era Giulio Regeni il giovane italiano trovato morto in Egitto qualche giorni fa, ricordiamo che Giulio era un ricercatore ed è stato trovato morto al Cairo. Le indagini sono ancora in corso per capire e catturare l’assassino di Giulio. Il ministro Gentiloni ha detto che l’italia attende delle risposte ben chiare riguardanti la morte del giovane.

Le ultime news per il caso Giulio Regeni, a quanto pare il corpo di Giulio è stato massacrato e torturato e oggi da fonti giornalistiche online si capisce che le orecchie di Giulio erano Mozzate e il suo corpo con tanti tagli piccoli. Il governo egiziano conferma che non hanno mai arrestato Giuglio Regeni, anche se dalla parte italiana non c’è tutta questa convinzione, si pensa che Giulio fosse torturato perche pensavano fosse un agente che agiva sotto copertura. Il povero ragazzo era uno studente che stava facendo la ricerca per la sua tesi. Speriamo che i colpevoli siano trovati prima possibili e messi davanti alla giustizia.