Autismo: una possibile cura grazie alle scimmie di laboratorio

By | gennaio 27, 2016
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Scimmie in grado di dare una mano per la cura dell’autismo. La nuova ricerca dell’Università di Shangai apre nuovi spiragli.

Usare le scimmie per studiare disturbi come l’autismo può aiutare? Per i ricercatori dell’Accademia delle scienze cinese e dell’università Fudan a Shangai, sembrerebbe di sì. Per far questo, sono state trasmesse ai macachi copie multiple del gene Mecp2, ritenuto il responsabile dello sviluppo dell’autismo, se presente in più di una copia.

Confrontandoli con i macachi non modificati, le scimmie con alti livelli di Mecp2 tendono ad isolarsi e sono molto ansiosi quando qualcuno gli si avvicina. Ma non tutti gli addetti ai lavori sono d’accordo su tale metodo di ricerca. Per David Skuse, della University College London, le anomalie genetiche umane non possono essere studiate sugli animali.

Ad esempio, i comportamenti ripetitivi di questi macachi, sono decisamente rari nei bambini con autismo. In poche parole, servirsi di metodi anomali per riportare i sintomi dell’autismo sul mondo animale, secondo il pensiero di Skuse, non è solo fuorviante ma anche non veritiero.